Siete qui: Home
     

Esempi di domande e risposte a 'L'esperto risponde'



Stampa

Esempio 1

Caro Esperto,           

             ho settant'anni, cosa posso fare per prevenire il rischio di caduta in ambiente domestico?

Mario Rossi

Caro Mario,

oltre a parlarne con il tuo medico di fiducia che sicuramente conosce la tua storia clinica, ti riporto il testo di una linea guida nazionale.

"Gli studi che hanno riportato risultati significativi suggeriscono che una valutazione multidimensionale del paziente, ovvero comprensiva di valutazione dei rischi e dell’avvio di interventi mirati, possono ridurre l’incidenza di cadute. Nella presa in carico della persona anziana, il primo obiettivo da porsi è un’accurata valutazione clinica. L’attenzione dovrebbe essere rivolta a identificare e possibilmente a trattare le malattie o le condizioni che potrebbero favorire le cadute. Inoltre, è raccomandabile sottoporre a valutazione multifattoriale dei rischi i soggetti anziani che si presentano all’attenzione medica a causa di una caduta, o riferiscono cadute ricorrenti nell’anno trascorso o, ancora, presentano anomalie di deambulazione e/o equilibrio.

La valutazione dovrebbe essere eseguita da uno o più professionisti sanitari con competenze specifiche ed esperienza nell’ambito delle cadute e deve includere:

1. identificazione di una storia di cadute;
2. valutazione di deambulazione, equilibrio e debolezza muscolare;
3. valutazione del rischio osteoporotico;
4. valutazione dell’abilità funzionale soggettivamente percepita dall’anziano e paura correlata al cadere;
5. valutazione delle alterazioni della vista;
6. valutazione del deterioramento cognitivo ed esame neurologico;
7. valutazione dell’incontinenza urinaria;
8. valutazione dei rischi domestici;
9. esame cardiovascolare ed eventuale revisione del trattamento farmacologico.
Inoltre deve essere indagata l’eventuale presenza di artrite, diabete, demenza, disordini del sistema vestibolare e deficit cognitivi."

E' una linea guida molto interessante e ti consiglio vivamente di leggerla ( http://www.snlg-iss.it/PNLG/LG/018/LG_Inc.Dom-2007.pdf ). Se vorrai dei chiarimenti riguardo alla linea-guida sarò lieto di esserti ancora di aiuto. Il mio consiglio è comunque quello di parlare approfonditamente dell'argomento con il tuo medico di fiducia.

Dott. Andrea Foglia
(fisioterapista)   

Esempio 2

Caro Esperto,

             ho una figlia di quattordici anni. Su consiglio del pediatra l'ho portata da un ortopedico, che le ha diagnosticato una scoliosi idiopatica. Vorrei sapere di cosa si tratta.

Martina Bianchi

Cara Martina,

ti riporto direttamente la definizione di Scoliosi idiopatica, tratta da: Linee Guida nazionali "Trattamento riabilitativo del paziente in età evolutiva affetto da deformità del rachide".
( http://www.isico.net/network/Documenti/LineeGuidaScoliosi.pdf )

"Scoliosi idiopatica: Definizione dell’oggetto
La scoliosi idiopatica è una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale che si torce sui tre piani dello spazio; sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale con una alterazione delle curve, il più spesso provocandone una inversione, sul piano assiale con un movimento di rotazione (1,2,3). Per definizione, la scoliosi idiopatica non riconosce una causa nota, e probabilmente nemmeno una causa unica. Da un punto di vista eziopatogenetico, quindi, la deformazione vertebrale provocata dalla scoliosi idiopatica può essere definita come il segno di una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale (4,5). Questa sindrome si manifesta quasi sempre con la sola deformità, ma non si identifica con essa in quanto con una indagine più approfondita è possibile trovare altri segni sub-clinici che appaiono significativi (3,5,6,7).
La definizione classica della Scoliosis Research Society (1,8), definisce la scoliosi come una curva di più di 10° Cobb sul piano frontale senza considerare il piano laterale, le cui modificazioni incidono significativamente sull'evoluzione della scoliosi e la trattabilità ortesica.

In base a questo dato, molti dei lavori pubblicati sull’efficacia del trattamento conservativo della scoliosi (fisioterapia, corsetti gessati, busti) utilizzano come unico parametro la modificazione dei gradi Cobb. Questo aspetto è destinato nel futuro ad essere rivisto, in particolare considerando l’importanza della rotazione vertebrale, valutabile sia radiograficamente che clinicamente.
Le scoliosi idiopatiche possono essere classificate differentemente (1,8) secondo la localizzazione iniziale della deformità: scoliosi toraciche, toracolombari, lombari, a doppia curva, e secondo l’età di insorgenza: infantili, giovanili e adolescenziali.
(...)"

Questa è una definizione generica, ti consiglio pertanto di parlarne approfonditamente con il medico di fiducia per conoscere l'entità del problema e decidere insieme come gestirlo.

Dott. Andrea Foglia
(fisioterapista)   

 






 

Riabilita
Via Martiri delle Foibe, 8 H/L
62012 Civitanova Marche (MC)
tel +390733811248
fax +390733779727
email info@riabilita.eu

Home          Contatti           Privacy           Mappa del sito          

© Copyright 2007. E' vietata la riproduzione anche parziale
Editor: Andrea Foglia Web page: www.menomale.eu
Site last update: 19/03/2011
Autori e fonti dei contenuti: indicati.
"Proprietà" del sito: Riabilita - Andrea Foglia
Data di aggiornamento dei contenuti: indicata.
Fonti di finanziamento: non presenti.
Pubblicità: non presente.
Conflitti d'interesse: dichiarati quelli eventuali.